Un nuovo format: la mostra diventa itinerante
Questa edizione segna un cambio di paradigma importante: nuovi contenuti, nuova sede e soprattutto una progettazione ripensata per rendere la mostra itinerante e replicabile. La sfida è stata trasformare un allestimento immersivo e complesso in un sistema modulare e trasportabile. Fondamentale il concept dell’architetto Stefano Grande, che insieme al nostro lavoro tecnico e produttivo ha dato forma a un sistema espositivo “su ruote”.7 cassoni e un percorso narrativo modulare
Il nuovo allestimento si articola in sette cassoni principali più un elemento finale, progettati come unità narrative autonome ma parte di un unico sistema. Realizzati in okumè, sono pensati per garantire resistenza, leggerezza e ripetibilità nei trasporti. Ogni modulo si apre con geometrie differenti — simmetriche e asimmetriche — creando un ritmo espositivo dinamico. Gli interni, laccati in azzurro, richiamano la precedente edizione, mentre ogni cassone ospita elementi interattivi come monitor, dispositivi digitali e sistemi di controllo, dando vita a micro-ambienti esperienziali distinti ma coerenti.Riuso e continuità progettuale
L’elemento finale del percorso introduce un principio chiave: il riuso. Un rack espositivo è stato infatti ricavato da una struttura della precedente edizione, trasformata e riadattata per diventare supporto verticale per un nuovo pannello grafico. Un gesto che unisce memoria e progettazione, mantenendo continuità tra le diverse fasi del progetto.Ingegnerizzazione e soluzioni tecniche
Dietro la pulizia formale si sviluppa un lavoro ingegneristico articolato, guidato da trasportabilità, sicurezza e durabilità. Ogni cassone è un sistema autonomo dotato di ruote integrate per la movimentazione e di una struttura progettata per distribuire i carichi, riducendo le sollecitazioni su cerniere e punti di apertura. I sistemi impiantistici sono completamente integrati e accessibili tramite pannelli removibili, con ventilazioni e botole tecniche per garantire manutenzione e affidabilità. L’illuminazione LED dimmerabile è parte integrante del progetto, contribuendo alla definizione degli spazi senza alterarne la pulizia formale.Il linguaggio industriale come identità visiva
I cassoni riprendono l’estetica delle casse da trasporto industriali, ispirate ai flight case professionali. Un linguaggio che non è decorativo, ma parte del racconto progettuale: la logistica diventa narrazione visiva.Un progetto interdisciplinare
Intelligènzæ nasce da una rete di competenze che unisce progettazione, ricerca e comunicazione. Un ruolo centrale è quello di Taxi1729, realtà torinese specializzata nella divulgazione scientifica, insieme a figure come Vincenzo Guarnieri e al concept dell’architetto Stefano Grande. Il nostro contributo si concentra su ingegnerizzazione e produzione, trasformando il concept in un sistema concreto, modulare e trasportabile. Un ringraziamento particolare a Federico Verdi e a Davide Di Polito per lo sviluppo tecnico degli elementi più complessi.Conclusione
Intelligènzæ non è una mostra da osservare, ma un’esperienza da attraversare. Ogni elemento è progettato per attivare il visitatore e trasformare la visita in un processo di scoperta. Si esce con più domande di quante se ne avessero entrando. Ed è proprio questo il senso del progetto: un’intelligenza in continua evoluzione, come il design che la ospita.Crediti fotografici: Paolo Saglia – GiustiEventi