A marzo 2026 il
Consorzio Albeisa è tornato a rivolgersi a noi con una nuova esigenza:
evolvere gli spazi della sede di Alba per dare ancora maggiore centralità all’esposizione delle sue iconiche bottiglie.
Dopo il primo intervento, questo nuovo
progetto di progettazione e realizzazione di arredi su misura nasce senza intermediari, attraverso un confronto diretto con il cliente. Un vero progetto a quattro mani, costruito sulla conoscenza dello spazio, sulla fiducia reciproca e sulla capacità di intervenire su un ambiente esistente senza alterarne l’identità.
L’obiettivo era chiaro:
aumentare la superficie espositiva dedicata al vino sostituendo l’area precedentemente destinata al merchandising con nuove soluzioni espositive, distribuite tra piano terra e piano interrato.
Il risultato è un intervento in cui ogni elemento è stato progettato per dialogare con l’architettura e con gli arredi già presenti mantenendo continuità nei materiali, nei colori e nei dettagli costruttivi.
Progettazione su misura: ogni centimetro diventa spazio espositivo
Il piano terra è stato ripensato attraverso un intervento puntuale sul layout esistente con l’obiettivo di sfruttare al massimo ogni centimetro disponibile.
Sono state progettate e realizzate
tre nuove scaffalature su misura caratterizzate dalla stessa altezza, calibrata sulle dimensioni delle bottiglie, ma da lunghezze differenti per adattarsi perfettamente alle basi già presenti. Due moduli poggiano sulle strutture copri-ventilconvettori, mentre il terzo si integra con un volume contenitore a tre ante.
Dietro una soluzione apparentemente semplice si nasconde un importante lavoro tecnico. Le basi esistenti sono state smontate e
rinforzate internamente con listelli di legno così da poter sostenere in sicurezza il peso delle bottiglie e garantire la solidità dell’intero sistema.
Ferramenta invisibile e dettagli tecnici
Uno degli aspetti distintivi del progetto è la ricerca di una
ferramenta il più possibile invisibile. Per evitare i tradizionali reggipiani a vista, le mensole sono state lavorate con uno
scasso interno che permette loro di incastrarsi direttamente sui listelli strutturali interni. Anche la scelta della schiena delle scaffalature nasce da una necessità tecnica. Sebbene il progetto iniziale non la prevedesse, le esigenze di carico hanno reso necessario introdurla.
Per ridurne l’impatto visivo, è stato utilizzato
MDF laccato nello stesso colore della parete con una finitura particolarmente opaca ottenuta attraverso una specifica lavorazione a rullino. Il risultato riproduce una texture simile a quella del muro e permette alla struttura di integrarsi visivamente nell’ambiente.
Ogni scaffalatura è inoltre suddivisa da un
fianco centrale composto da quattro elementi leggermente arretrati rispetto al filo frontale. Una scelta apparentemente minima ma studiata per rendere il divisore quasi invisibile una volta completata l’esposizione delle bottiglie.
Una grande struttura in ferro tra design industriale e funzionalità
Il nuovo elemento protagonista del piano terra è una
grande struttura espositiva in ferro a quattro piani sviluppata riprendendo il linguaggio della struttura già presente attorno al pilastro della zona degustazione. Realizzata con il nostro
fabbro di fiducia, la struttura combina una forte componente materica e industriale con una precisa funzione espositiva e organizzativa. Due file di portabicchieri, composte da 12 guide ciascuna, permettono di ospitare complessivamente
48 bicchieri. La soluzione svolge contemporaneamente due funzioni: nasconde alla vista la zona dedicata al lavaggio dei bicchieri e valorizza il fronte rivolto al cliente.
Sul retro, una
schiena metallica continua permette inoltre di inserire una fila di bottiglie lungo tutta la lunghezza dei piani trasformando la struttura in un vero e proprio elemento espositivo. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla lavorazione del ferro. Per mantenere la continuità con la struttura preesistente è stato riproposto l’
effetto della saldatura molata e discata: i giunti vengono spianati e levigati eliminando il cordone di saldatura in rilievo ma mantenendo visibili i segni della lavorazione meccanica.
Il risultato conserva così quel carattere industriale, autentico e materico ricercato dal cliente.
Stabilità e integrazione nell’architettura
La struttura, caratterizzata da una base particolarmente stretta e da un peso importante, è stata inoltre
ancorata a soffitto. Il sistema di fissaggio è stato integrato attraverso un radicamento in legno successivamente mascherato da una
veletta in nobilitato nero progettata per annullare lo stacco cromatico e mantenere pulita la percezione dell’insieme.
Ancora una volta, un elemento tecnico diventa parte integrante del progetto di arredo.
Un armadio angolare progettato al centimetro
A completare il piano terra è stato inserito un
armadio a giorno angolare su misura progettato per sfruttare una porzione di spazio particolarmente complessa. La vicinanza con un tavolo dedicato alla degustazione rendeva infatti necessario trovare un equilibrio tra
massima capacità espositiva e fluidità dei percorsi. La soluzione è stata quella di smussare gli angoli frontali della struttura eliminando spigoli eccessivamente netti e rendendo l'elemento più naturale all'interno dello spazio.
Il risultato è un mobile su misura dotato di cinque ampi ripiani interamente dedicati all’esposizione delle bottiglie.
Il piano interrato: nuove geometrie per valorizzare il vino
Anche il piano interrato, destinato ai tasting più tecnici, è stato oggetto di un importante intervento di
ottimizzazione degli spazi e degli arredi esistenti. Sotto l’ampia finestra è stato inserito un
modulo contenitore a tre ante caratterizzato da un frontale in nobilitato tortora e da una cornice realizzata in
tristrato di abete vecchio.
La scelta materica permette di creare continuità con l’armadio multifunzione già presente sulla parete adiacente.
L’intervento ha inoltre previsto il
ribaltamento tecnico dell’ultimo modulo dell’armadio esistente insieme alla relativa nicchia con ripiani. Questa modifica ha permesso di creare una nuova composizione caratterizzata da una
nicchia libera pensata per accogliere un quadro raffigurante l’iconica bottiglia Albeisa.
La nicchia è stata ulteriormente valorizzata attraverso una
strip LED inserita nella parte superiore per creare un gioco di luci e ombre e dare maggiore profondità all’elemento.
Già in fase di progettazione, l’ufficio tecnico aveva predisposto nella struttura gli appositi
scassi per il passaggio dei cavi permettendo di integrare l’impianto illuminotecnico senza compromettere la pulizia estetica dell’arredo.
Recuperare, adattare, integrare: la continuità con l’esistente
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è stato il lavoro di
integrazione tra vecchio e nuovo. Nello spazio tra la precedente armadiatura e il nuovo intervento, i due blocchi sono stati collegati attraverso una mensola recuperata dal piano superiore e una seconda mensola realizzata ex novo, entrambe in
tristrato di abete vecchio. Le due superfici sono state posizionate all’altezza necessaria per diventare pratici piani d’appoggio ed esposizione durante i momenti di degustazione.
È proprio in questi interventi apparentemente piccoli che emerge la natura dell’
arredo su misura: non aggiungere semplicemente nuovi mobili ma progettare soluzioni capaci di adattarsi a ciò che esiste già.
Materiali, colori e finiture: progettare la continuità
La componente materica e cromatica ha avuto un ruolo fondamentale nella progettazione. Per mantenere la continuità con il primo intervento è stata riproposta la
stessa tipologia di invecchiamento del legno così da rendere indistinguibili, alla percezione, elementi realizzati in momenti differenti. Le nuove scaffalature sono state realizzate in
MDF laccato tortora, mentre le mensole in tristrato di abete vecchio introducono una componente più calda e materica.
Il progetto dimostra così come materiali, finiture e dettagli costruttivi possano diventare strumenti fondamentali per mantenere coerente l’identità di uno spazio anche quando le sue esigenze cambiano nel tempo.
Dalla progettazione alla realizzazione: un progetto costruito insieme
Il secondo intervento per il
Consorzio Albeisa rappresenta la naturale evoluzione di un percorso iniziato tempo fa.
Non una semplice fornitura di arredi, ma un progetto di
progettazione e realizzazione su misura sviluppato partendo dalle esigenze concrete del cliente e dalla conoscenza approfondita dello spazio. Dalle scaffalature alle strutture in ferro, dai rinforzi interni alla ferramenta invisibile, fino alla gestione delle finiture e dell’illuminazione, ogni elemento è stato studiato per raggiungere un obiettivo preciso:
valorizzare il vino e, allo stesso tempo, preservare l’identità dell’ambiente.
È questa la nostra idea di progettazione su misura: mettere insieme
design, competenza tecnica, produzione e attenzione al dettaglio per trasformare esigenze specifiche in soluzioni concrete, funzionali e coerenti con l’architettura.
Un ringraziamento speciale al
Consorzio Albeisa per aver rinnovato la propria fiducia e alla nostra progettista
Silvia Marassi, per aver integrato con precisione i nuovi moduli e le strutture in ferro all’interno di un layout fluido e accogliente. Grazie anche a tutti i nostri collaboratori e fornitori locali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Perché uno spazio dedicato al vino non racconta soltanto un prodotto: racconta cultura, territorio, convivialità e identità.