Dal progetto allo stand: il caso BAUMER

Scheda progetto
Come trasformare un progetto esistente in uno stand fieristico complesso, funzionale e pronto per il montaggio? Per Baumer, in occasione di SPS Italia 2026 a Parma, Saglietti Group ha curato l’ingegnerizzazione e la realizzazione di uno stand di circa 90 mq sviluppando tecnicamente il progetto e coordinandone ogni fase costruttiva.
Il risultato è uno spazio espositivo pensato per il settore dell’automazione industriale dove strutture, materiali, illuminazione e dettagli tecnici sono stati integrati in un unico sistema.

Dalla progettazione all’ingegnerizzazione dello stand

Il progetto dello stand fieristico Baumer nasce da un disegno tecnico preesistente sviluppato a partire dalle precedenti edizioni fieristiche. Il lavoro di Saglietti Group si è quindi concentrato sulla sua reingegnerizzazione trasformando il progetto in una soluzione concretamente realizzabile e verificando ogni elemento dal punto di vista costruttivo e funzionale. Un passaggio fondamentale è stato il confronto diretto con il cliente. Durante lo sviluppo, Baumer ha effettuato verifiche presso la nostra sede testando direttamente la resistenza strutturale degli elementi destinati a sostenere i macchinari esposti. Questo approccio ha permesso di affrontare in anticipo le principali complessità del progetto e di arrivare alla fase di allestimento con soluzioni già definite.

Tre postazioni tecniche progettate per sostenere i macchinari

Il cuore dello stand è costituito da tre postazioni tecniche, ciascuna composta da quattro cabinet con ante dotate di serratura. La struttura è stata studiata per ottenere un particolare equilibrio tra presenza visiva e solidità. I cabinet poggiano infatti su una base arretrata e di dimensioni inferiori rispetto al volume complessivo creando un effetto di sospensione. Dietro questa leggerezza visiva c’è un preciso lavoro di progettazione strutturale, necessario per garantire stabilità e portata adeguate alle esigenze espositive. Al di sopra dei cabinet è stato inserito un cassone in nobilitato bianco sviluppato con tolleranze precise per garantire un incastro corretto con la composizione sottostante. Il cassone inoltre, oltre a completare la struttura, costituisce il piano di appoggio per quattro pannelli in opalino forniti direttamente dal cliente.

Integrare la tecnica senza compromettere l'estetica

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la necessità di integrare elementi tecnici all’interno di una composizione dal linguaggio essenziale. Nel cassone sono stati infatti integrati anche gli impianti idrici progettando gli spazi e le tolleranze necessarie per inserirli nella struttura senza alterarne l’aspetto finale. È proprio in questi dettagli che l’ingegnerizzazione assume un ruolo centrale: non si tratta soltanto di realizzare ciò che è stato disegnato ma di trovare il modo più efficace per far convivere struttura, impianti, materiali e funzionalità.

Reception e catering: continuità progettuale

Lo stesso linguaggio delle postazioni tecniche è stato ripreso nei due banconi funzionali dello stand: reception e catering. Entrambi presentano un basamento arretrato e un fronte leggermente rientrato, mantenendo una continuità formale con le strutture principali. Per il bancone catering è stata inoltre realizzata una bancalina superiore laccata secondo il codice colore fornito da Baumer, contribuendo a rafforzare la coerenza cromatica e l’identità visiva dello spazio. Le superfici dello stand sono state completate con teli grafici fissati tramite sistema Clipso e con pareti retroilluminate realizzate attraverso teli grafici backlight. La gestione della luce diventa così parte integrante dell’allestimento creando superfici luminose capaci di valorizzare la comunicazione del brand e gli elementi esposti.

Controsoffitti e illuminazione: progettare anche ciò che sta sopra lo stand

Anche i controsoffitti sono stati sviluppati con particolare attenzione combinando esigenze estetiche e necessità impiantistiche. Il progetto comprende controsoffitti a ponte che collegano l’area tecnica con il magazzino e una struttura a cassonetto posizionata sopra l’area catering, all’interno della quale sono stati integrati i corpi illuminanti. Anche questi elementi sono stati concepiti secondo una logica modulare così da facilitare le operazioni di trasporto e montaggio all’interno del contesto fieristico.

Un metodo di lavoro che parte dall'ingegnerizzazione

Lo stand Baumer per SPS Italia 2026 rappresenta un esempio concreto di come un progetto fieristico complesso possa essere trasformato in una soluzione realizzabile attraverso un processo di ingegnerizzazione attento e coordinato. Dalla verifica delle strutture all'integrazione degli impianti, dalla scelta e gestione dei materiali alla progettazione dei controsoffitti fino alla modularità necessaria per trasporto e montaggio: ogni fase è stata affrontata considerando non solo ciò che lo stand doveva essere, ma anche come sarebbe stato costruito e installato.
È questo il valore dell'ingegnerizzazione applicata agli allestimenti fieristici: trasformare un progetto in un sistema concreto, verificato e pronto per entrare in cantiere.