Design e territorio: la nuova sede del Consorzio Canale Sarmassa

L’acqua, prima ancora di essere una risorsa naturale, è una vera e propria infrastruttura culturale. Da questa lettura nasce il progetto di allestimento della nuova sede del Consorzio Canale Sarmassa, inaugurata il 22 marzo 2025 nella frazione Podio di Bene Vagienna. Il Canale Sarmassa, documentato fin dal 1596, attraversa la pianura cuneese collegando territori, comunità e sistemi agricoli lungo un tracciato che ancora oggi irriga circa 3.000 ettari. Un’infrastruttura storica che non è solo tecnica, ma anche identitaria. Il progetto di interior e allestimento interpreta proprio questa dimensione, trasformando la sede consortile in uno spazio ibrido tra funzione amministrativa, luogo di formazione e dispositivo museale dedicato alla memoria dell’acqua.

Un processo progettuale aperto e condiviso

L’intervento non si è sviluppato secondo un progetto esecutivo tradizionale, ma attraverso un processo aperto e progressivo, costruito in stretta collaborazione con l’architetto Michele Bossio (A&T Progetti srl). Il dialogo continuo tra progettazione e produzione ha permesso di definire soluzioni spaziali e tecniche in modo iterativo, partendo da linee guida essenziali e trasformandole progressivamente in elementi concreti di allestimento. Questo approccio ha reso possibile un controllo molto diretto del dettaglio e una forte integrazione tra idea e realizzazione. Il cantiere, avviato a gennaio 2025 dopo il rilievo di ottobre 2024, è stato completato in tempi estremamente rapidi, mantenendo coerenza progettuale e precisione esecutiva lungo tutte le fasi.

Tre sale, un unico sistema narrativo

L’intervento si articola in tre ambienti distinti ma fortemente coerenti, pensati come un unico sistema narrativo che accompagna il visitatore dalla dimensione istituzionale a quella didattica fino alla memoria storica.

 

Sala Congressi

La sala congressi rappresenta il primo spazio operativo e istituzionale. Qui il progetto si concentra su un linguaggio essenziale e controllato, costruito attorno a un bancone su misura in MDF laccato lungo tre metri, pensato come volume continuo e privo di interruzioni visive. La scelta formale risponde all’esigenza di restituire un’immagine ordinata e autorevole, in cui la tecnologia e la funzionalità sono completamente integrate nel disegno. La pedana rialzata da 12 centimetri, realizzata con struttura metallica e rivestimento in nobilitato, ha una funzione esclusivamente ergonomica, migliorando la visibilità dei relatori e integrando soluzioni per accessibilità e sicurezza senza alterare la pulizia formale dello spazio. Completa l’ambiente una pannellistica informativa modulare che consente la riconfigurazione dei contenuti nel tempo.

Sala Studio

La sala studio introduce una dimensione più aperta e flessibile, dedicata alla formazione e alla didattica. Lo spazio, luminoso e visivamente connesso alla sala congressi tramite un balcone interno, ospita tavoli, sedute e sistemi espositivi coerenti con il piano inferiore. L’elemento centrale è una lavagna reversibile progettata su misura, realizzata in laminato metallico ABET su entrambi i lati. Non si tratta di un semplice supporto didattico, ma di un dispositivo tecnico ibrido che unisce superficie scrivibile e piano magnetico, ruotabile grazie a una struttura metallica progettata ad hoc. La sua ingegnerizzazione consente stabilità, durata e grande flessibilità d’uso, rendendola un vero strumento di lavoro oltre che un elemento d’arredo.

Sala Museo dell’Acqua

La sala museo dell’acqua rappresenta il cuore narrativo del progetto. Qui l’allestimento assume una dimensione più tecnica e conservativa, con una grande cassettiera su misura in MDF laccato progettata per la gestione e la protezione di mappe storiche e reperti cartografici. La sfida principale è stata la gestione dei cassetti di grande luce, risolta attraverso l’inserimento di elementi irrigidenti metallici e una lieve contro-curvatura strutturale per controllare le deformazioni nel tempo. Il sistema integra serrature multiple e soluzioni tecniche discrete che garantiscono sicurezza e funzionalità senza compromettere la pulizia estetica. Accanto, un tavolo interattivo con schermo touch integrato introduce una dimensione digitale alla fruizione dei contenuti, rendendo lo spazio museale dinamico e accessibile.

Materiali e continuità del linguaggio progettuale

Uno degli aspetti centrali dell’intervento è la coerenza materica che attraversa tutte le sale. MDF laccati, nobilitati, laminati tecnici e superfici grafiche non vengono utilizzati come elementi isolati, ma come parti di un unico sistema linguistico. Anche gli elementi espositivi e le cornici per i reperti storici sono progettati per garantire continuità visiva, con soluzioni che combinano protezione, durabilità e chiarezza espositiva. Questa attenzione al dettaglio non è mai decorativa, ma funzionale alla costruzione di un ambiente che deve rispondere contemporaneamente a esigenze istituzionali, didattiche e museali, mantenendo sempre una forte coerenza complessiva.

Design come infrastruttura culturale

Il progetto della nuova sede del Consorzio Canale Sarmassa si configura come un esempio di come il design degli interni possa diventare uno strumento di interpretazione del territorio. L’allestimento non si limita a organizzare spazi funzionali, ma costruisce un racconto continuo che mette in relazione memoria storica, uso contemporaneo e identità culturale. In questo senso, l’intervento supera la logica dell’arredo o dell’allestimento tradizionale per avvicinarsi a una forma di architettura narrativa, in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione di un’esperienza spaziale coerente e stratificata.

Collaborazione e processo condiviso

Il progetto è il risultato di un lavoro corale, in cui il dialogo tra progettazione, produzione e committenza ha avuto un ruolo determinante. La collaborazione con l’architetto Michele Bossio e con il team operativo ha permesso di affrontare criticità tecniche complesse trasformandole in soluzioni integrate nel progetto complessivo, mantenendo sempre coerenza tra visione e realizzazione.