da Eleonora | Mag 26, 2026 | Arredamento d'Interni
L’evoluzione dell’abitare contemporaneo richiede una fusione sempre più profonda tra progettazione architettonica e artigianato d’eccellenza. Il progetto firmato da Saglietti Group ad Alassio incarna perfettamente questa sinergia traducendosi in un intervento di interior design custom-made dove i vincoli strutturali del cantiere si trasformano in elementi chiave dell’estetica spaziale. Nato dalla collaborazione continua con l’Architetto Giorgio Domenino e coordinato dall’esperienza tecnica di Daria Bergese, questo percorso si è sviluppato in due fasi temporali distinte ridefinendo un’abitazione originaria di circa 60 mq e integrandola, nel 2025, con un ampliamento di ulteriori 23 mq.
Il legno come struttura e linguaggio progettuale
Il cuore materico dell’intero appartamento è il multistrato di betulla. Lungi dall’essere una semplice scelta di finitura, questo materiale è stato eletto a vero e proprio linguaggio architettonico per via della sua stabilità intrinseca e della sua pulizia visiva. A differenza del multistrato commerciale standard, normalmente rifinito su un solo lato, per questa realizzazione sono stati ingegnerizzati e prodotti pannelli speciali con finitura accoppiata di alta qualità su entrambe le facce. Questa scelta tecnica ha permesso di garantire superfici uniformi anche negli elementi d’arredo bifacciali e a vista su più lati. In linea con questa ricerca di purezza formale, tutte le aperture delle armadiature escludono le maniglie tradizionali a favore di gole scavate direttamente nel legno.
Architettura d’interni “Senza Pareti”: le pareti-arredo e il cuore tecnico
La sfida iniziale del cantiere era radicale poiché l’alloggio si presentava completamente privo di divisori interni. La scelta progettuale non è stata quella di erigere setti murari ma di affidare la compartimentazione degli ambienti interamente alle pareti-arredo su misura separando l’ingresso dai bagni e distribuendo con fluidità la zona giorno e le camere da letto. Il vero fulcro ingegneristico risiede nel controsoffitto in MDF laccato grigio. Al suo interno è stato integrato un sistema di travi ingegnerizzate su misura che assolve a una triplice funzione: ospita i plenum e i condotti aeraulici per la climatizzazione, sostiene i binari delle porte scorrevoli e offre la sottostruttura per il fissaggio dei pannelli di chiusura. Il risultato è un’integrazione impiantistica invisibile che non scende a compromessi con la pulizia formale dell’architettura.
Soluzioni millimetriche per l’ottimizzazione dello spazio
Quando si opera su piante geometricamente dense, la precisione millimetrica diventa un requisito fondamentale per la risoluzione dei vincoli strutturali come i pilastri in cemento armato non rimovibili. Nel bagno degli ospiti, concepito come un vero e proprio puzzle tridimensionale, una boiserie custom avvolge il pilastro centrale. Da un lato della struttura, un’anta a libro nasconde una lavanderia a colonna e un vano trapezoidale a tutta altezza; dall’altro, lo stesso spessore ingloba la colonna frigorifero della cucina adiacente. La zona cucina si sviluppa intorno a una penisola con top in Fenix grigio bromo, una finitura opaca e soft-touch ad alta resistenza. Qui il pilastro strutturale viene assorbito dal piano di lavoro che sul retro si estende per generare un piano snack. Per consentire l’uso di sedute ad altezza standard ed evitare gli sgabelli alti, la base è stata impostata su una pedana rialzata di 12 cm migliorando l’ergonomia complessiva. Anche l’evacuazione dei fumi ha richiesto uno studio puntuale convogliando lo sfiato della cappa integrata direttamente nello zoccolo frontale della cucina.
La fusione tra arte, falegnameria e grafismi orientali
L’interior design dialoga direttamente con l’arte contemporanea grazie al coinvolgimento dell’artista giapponese Tomoko Nagao. Nel soggiorno, un mobile contenitore profondo solo 30 cm ospita tre grandi ante scorrevoli su cui l’artista ha dipinto l’opera “Narcissus”. Per questa occasione, la falegnameria storica di Narzole (proprio durante il trasferimento nel nuovo stabilimento di Novello) si è trasformata in un laboratorio ad hoc. Il team tecnico ha eseguito numerosi test per individuare una verniciatura trasparente protettiva specifica formulata per stabilizzare i pigmenti acrilici ed evitare reazioni chimiche avverse sigillando l’opera d’arte all’interno del ciclo di finitura del mobile. Una seconda opera su tela dell’artista, la “Gioconda Green Ribbon Black Dotts”, è stata successivamente incorniciata in multistrato e sospesa sulla parete divisoria della camera padronale. Il tema grafico dell’appartamento è fortemente influenzato da motivi geometrici orientali. Le porte d’accesso alla zona notte sono state realizzate accoppiando due strati di legno pantografati a controllo numerico con un’anima interna in plexiglass opalino che diffonde la luce in modo uniforme trasformando le ante in elementi luminosi scenografici. Questo schema si ripete nella camera padronale dove le ante dell’armadio presentano fresature non passanti laccate in color burro (evoluzione cromatica della precedente tonalità Tiffany definita nel 2025). Il concetto trova massima personalizzazione nella camera dei ragazzi: qui le testiere dei letti singoli, dotati di ampi cassettoni inferiori, presentano i nomi dei giovani occupanti incisi in codice Morse attraverso fresature color verdone.
L’Ampliamento del 2025: connettere due unità immobiliari
Nel 2025 il progetto ha affrontato una nuova evoluzione con l’acquisto dell’appartamento adiacente richiedendo un intervento di unificazione su un’area di 23 mq. Dopo il rilievo eseguito a metà marzo e la demolizione delle vecchie porte d’ingresso effettuata dall’impresa edile per creare un unico accesso centrale, la fase di montaggio si è conclusa a luglio. Nel nuovo corridoio è stata installata una grande armadiatura a otto ante che ingloba un pilastro esistente e accoglie una porta scorrevole centrale per la separazione degli ambienti. Per permettere alla porta di scomparire all’interno della nicchia ricavata dietro il mobile del bagno padronale, i progettisti hanno dovuto ingegnerizzare un sistema di fissaggio esclusivamente laterale per il lavabo sospeso liberando la parete posteriore da vincoli e tasselli. Per mantenere la coerenza visiva tra i due alloggi è stato necessario raccordare il vecchio controsoffitto impiantistico con il nuovo operando diversi adattamenti strutturali e limature sul posto per compensare i disallineamenti delle quote. L’intervento si conclude nel nuovo bagno padronale dove un mobile a colonna a tutt’altezza dialoga con il top del lavabo e il davanzale della finestra, entrambi rivestiti in un unico blocco di marmo Emperador, inserendo un accento materico naturale e ricercato che valorizza l’essenzialità del multistrato di betulla. Anche le pertinenze esterne hanno ricevuto attenzione: in una fase intermedia (2022), la cantinetta al piano terra è stata attrezzata con una panca-spogliatoio in bilaminato sollevata su una struttura metallica azzurra pensata per l’attrezzatura marina.
Saglietti Group si conferma un partner strategico per i progettisti che considerano lo spazio una sfida di precisione sartoriale dimostrando come le strutture invisibili e il dettaglio tecnico avanzato siano i veri motori della riuscita estetica di un progetto.
da Eleonora | Apr 30, 2026 | Musei e spazi espositivi
È un piacere ritrovarsi, a distanza di poco più di due mesi, nuovamente coinvolti in un progetto che avevamo già amato portare alla luce alla fine dello scorso anno. La mostra multimediale e interattiva Intelligènzæ torna sotto nuove spoglie: non una replica, ma una trasformazione profonda che mantiene intatto il cuore del progetto, esplorare uno degli interrogativi più affascinanti della scienza: che cos’è l’intelligenza?
Un nuovo format: la mostra diventa itinerante
Questa edizione segna un cambio di paradigma importante: nuovi contenuti, nuova sede e soprattutto una progettazione ripensata per rendere la mostra itinerante e replicabile. La sfida è stata trasformare un allestimento immersivo e complesso in un sistema modulare e trasportabile. Fondamentale il concept dell’architetto Stefano Grande, che insieme al nostro lavoro tecnico e produttivo ha dato forma a un sistema espositivo “su ruote”.
7 cassoni e un percorso narrativo modulare
Il nuovo allestimento si articola in sette cassoni principali più un elemento finale, progettati come unità narrative autonome ma parte di un unico sistema. Realizzati in okumè, sono pensati per garantire resistenza, leggerezza e ripetibilità nei trasporti. Ogni modulo si apre con geometrie differenti — simmetriche e asimmetriche — creando un ritmo espositivo dinamico.
Gli interni, laccati in azzurro, richiamano la precedente edizione, mentre ogni cassone ospita elementi interattivi come monitor, dispositivi digitali e sistemi di controllo, dando vita a micro-ambienti esperienziali distinti ma coerenti.
Riuso e continuità progettuale
L’elemento finale del percorso introduce un principio chiave: il riuso.
Un rack espositivo è stato infatti ricavato da una struttura della precedente edizione, trasformata e riadattata per diventare supporto verticale per un nuovo pannello grafico. Un gesto che unisce memoria e progettazione, mantenendo continuità tra le diverse fasi del progetto.
Ingegnerizzazione e soluzioni tecniche
Dietro la pulizia formale si sviluppa un lavoro ingegneristico articolato, guidato da trasportabilità, sicurezza e durabilità.
Ogni cassone è un sistema autonomo dotato di ruote integrate per la movimentazione e di una struttura progettata per distribuire i carichi, riducendo le sollecitazioni su cerniere e punti di apertura. I sistemi impiantistici sono completamente integrati e accessibili tramite pannelli removibili, con ventilazioni e botole tecniche per garantire manutenzione e affidabilità. L’illuminazione LED dimmerabile è parte integrante del progetto, contribuendo alla definizione degli spazi senza alterarne la pulizia formale.
Il linguaggio industriale come identità visiva
I cassoni riprendono l’estetica delle casse da trasporto industriali, ispirate ai flight case professionali. Un linguaggio che non è decorativo, ma parte del racconto progettuale: la logistica diventa narrazione visiva.
Un progetto interdisciplinare
Intelligènzæ nasce da una rete di competenze che unisce progettazione, ricerca e comunicazione.
Un ruolo centrale è quello di Taxi1729, realtà torinese specializzata nella divulgazione scientifica, insieme a figure come Vincenzo Guarnieri e al concept dell’architetto Stefano Grande.
Il nostro contributo si concentra su ingegnerizzazione e produzione, trasformando il concept in un sistema concreto, modulare e trasportabile. Un ringraziamento particolare a Federico Verdi e a Davide Di Polito per lo sviluppo tecnico degli elementi più complessi.
Conclusione
Intelligènzæ non è una mostra da osservare, ma un’esperienza da attraversare.
Ogni elemento è progettato per attivare il visitatore e trasformare la visita in un processo di scoperta.
Si esce con più domande di quante se ne avessero entrando. Ed è proprio questo il senso del progetto: un’intelligenza in continua evoluzione, come il design che la ospita.
Crediti fotografici: Paolo Saglia – GiustiEventi
da Eleonora | Apr 17, 2026 | Musei e spazi espositivi
L’acqua, prima ancora di essere una risorsa naturale, è una vera e propria infrastruttura culturale. Da questa lettura nasce il progetto di allestimento della nuova sede del Consorzio Canale Sarmassa, inaugurata il 22 marzo 2025 nella frazione Podio di Bene Vagienna.
Il Canale Sarmassa, documentato fin dal 1596, attraversa la pianura cuneese collegando territori, comunità e sistemi agricoli lungo un tracciato che ancora oggi irriga circa 3.000 ettari. Un’infrastruttura storica che non è solo tecnica, ma anche identitaria. Il progetto di interior e allestimento interpreta proprio questa dimensione, trasformando la sede consortile in uno spazio ibrido tra funzione amministrativa, luogo di formazione e dispositivo museale dedicato alla memoria dell’acqua.
Un processo progettuale aperto e condiviso
L’intervento non si è sviluppato secondo un progetto esecutivo tradizionale, ma attraverso un processo aperto e progressivo, costruito in stretta collaborazione con l’architetto Michele Bossio (A&T Progetti srl). Il dialogo continuo tra progettazione e produzione ha permesso di definire soluzioni spaziali e tecniche in modo iterativo, partendo da linee guida essenziali e trasformandole progressivamente in elementi concreti di allestimento. Questo approccio ha reso possibile un controllo molto diretto del dettaglio e una forte integrazione tra idea e realizzazione. Il cantiere, avviato a gennaio 2025 dopo il rilievo di ottobre 2024, è stato completato in tempi estremamente rapidi, mantenendo coerenza progettuale e precisione esecutiva lungo tutte le fasi.
Tre sale, un unico sistema narrativo
L’intervento si articola in tre ambienti distinti ma fortemente coerenti, pensati come un unico sistema narrativo che accompagna il visitatore dalla dimensione istituzionale a quella didattica fino alla memoria storica.
Sala Congressi
La sala congressi rappresenta il primo spazio operativo e istituzionale. Qui il progetto si concentra su un linguaggio essenziale e controllato, costruito attorno a un bancone su misura in MDF laccato lungo tre metri, pensato come volume continuo e privo di interruzioni visive. La scelta formale risponde all’esigenza di restituire un’immagine ordinata e autorevole, in cui la tecnologia e la funzionalità sono completamente integrate nel disegno. La pedana rialzata da 12 centimetri, realizzata con struttura metallica e rivestimento in nobilitato, ha una funzione esclusivamente ergonomica, migliorando la visibilità dei relatori e integrando soluzioni per accessibilità e sicurezza senza alterare la pulizia formale dello spazio. Completa l’ambiente una pannellistica informativa modulare che consente la riconfigurazione dei contenuti nel tempo.
Sala Studio
La sala studio introduce una dimensione più aperta e flessibile, dedicata alla formazione e alla didattica. Lo spazio, luminoso e visivamente connesso alla sala congressi tramite un balcone interno, ospita tavoli, sedute e sistemi espositivi coerenti con il piano inferiore. L’elemento centrale è una lavagna reversibile progettata su misura, realizzata in laminato metallico ABET su entrambi i lati. Non si tratta di un semplice supporto didattico, ma di un dispositivo tecnico ibrido che unisce superficie scrivibile e piano magnetico, ruotabile grazie a una struttura metallica progettata ad hoc. La sua ingegnerizzazione consente stabilità, durata e grande flessibilità d’uso, rendendola un vero strumento di lavoro oltre che un elemento d’arredo.
Sala Museo dell’Acqua
La sala museo dell’acqua rappresenta il cuore narrativo del progetto. Qui l’allestimento assume una dimensione più tecnica e conservativa, con una grande cassettiera su misura in MDF laccato progettata per la gestione e la protezione di mappe storiche e reperti cartografici. La sfida principale è stata la gestione dei cassetti di grande luce, risolta attraverso l’inserimento di elementi irrigidenti metallici e una lieve contro-curvatura strutturale per controllare le deformazioni nel tempo. Il sistema integra serrature multiple e soluzioni tecniche discrete che garantiscono sicurezza e funzionalità senza compromettere la pulizia estetica. Accanto, un tavolo interattivo con schermo touch integrato introduce una dimensione digitale alla fruizione dei contenuti, rendendo lo spazio museale dinamico e accessibile.
Materiali e continuità del linguaggio progettuale
Uno degli aspetti centrali dell’intervento è la coerenza materica che attraversa tutte le sale. MDF laccati, nobilitati, laminati tecnici e superfici grafiche non vengono utilizzati come elementi isolati, ma come parti di un unico sistema linguistico. Anche gli elementi espositivi e le cornici per i reperti storici sono progettati per garantire continuità visiva, con soluzioni che combinano protezione, durabilità e chiarezza espositiva. Questa attenzione al dettaglio non è mai decorativa, ma funzionale alla costruzione di un ambiente che deve rispondere contemporaneamente a esigenze istituzionali, didattiche e museali, mantenendo sempre una forte coerenza complessiva.
Design come infrastruttura culturale
Il progetto della nuova sede del Consorzio Canale Sarmassa si configura come un esempio di come il design degli interni possa diventare uno strumento di interpretazione del territorio. L’allestimento non si limita a organizzare spazi funzionali, ma costruisce un racconto continuo che mette in relazione memoria storica, uso contemporaneo e identità culturale. In questo senso, l’intervento supera la logica dell’arredo o dell’allestimento tradizionale per avvicinarsi a una forma di architettura narrativa, in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione di un’esperienza spaziale coerente e stratificata.
Collaborazione e processo condiviso
Il progetto è il risultato di un lavoro corale, in cui il dialogo tra progettazione, produzione e committenza ha avuto un ruolo determinante. La collaborazione con l’architetto Michele Bossio e con il team operativo ha permesso di affrontare criticità tecniche complesse trasformandole in soluzioni integrate nel progetto complessivo, mantenendo sempre coerenza tra visione e realizzazione.
da Eleonora | Mar 25, 2026 | Progetti Design Hub
Ci sono progetti che nascono da un’esigenza concreta, altri da un’intuizione. Il caso Astra nasce da entrambe.
In questo progetto, Saglietti Group ha applicato il proprio approccio attraverso Design Hub, lo spazio in cui progettazione, ingegneria e produzione lavorano insieme per trasformare idee in prodotti reali, pronti per essere industrializzati.
Design Hub rappresenta il punto di incontro tra creatività e tecnica. Non è solo uno spazio progettuale, ma un metodo di lavoro che permette di seguire ogni fase dello sviluppo prodotto, dal concept iniziale fino alla realizzazione fisica.
Architetti, designer e aziende vengono affiancati lungo tutto il processo, con l’obiettivo di tradurre esigenze reali in soluzioni concrete, mantenendo coerenza tra visione estetica e fattibilità produttiva.
Il progetto Astra
Astra, azienda toscana attiva nel settore moda e lusso, ci ha contattati con una richiesta molto specifica: realizzare una cassettiera in grado di contenere 1.200 rocchetti di filo, perfettamente ordinati, visibili e facilmente accessibili, evitando qualsiasi sovrapposizione.
Si trattava di sviluppare un oggetto tecnico, ma anche uno strumento quotidiano di lavoro, che fosse funzionale, pulito e coerente con l’identità aziendale.
Dal confronto al modello 3D
Il primo passo è stato il dialogo diretto con il cliente. In collaborazione con il reparto commerciale e l’ufficio tecnico, ogni esigenza è stata analizzata e tradotta in un modello 3D completo, comprendente tutti i componenti del sistema.
A partire da questo modello digitale, il secondo ufficio tecnico ha sviluppato i programmi macchina, definendo con precisione tutte le lavorazioni necessarie. Ogni fase produttiva è stata studiata nei dettagli, dal taglio alla fresatura, fino alle forature e al corretto posizionamento della ferramenta, con l’obiettivo di garantire massima precisione e ripetibilità.
Materiali e struttura
La cassettiera è realizzata interamente in MDF nobilitato bianco, un materiale scelto per le sue caratteristiche di stabilità, resistenza e qualità estetica. La struttura è composta da dieci cassetti, ciascuno progettato per ospitare 120 pioli in faggio, per un totale complessivo di 1.200 elementi.
I pioli, con dimensioni precise di 90 mm di altezza e 8 mm di diametro, sono posizionati a distanze perfettamente equidistanti. Questa scelta progettuale non è casuale, ma risponde all’esigenza di garantire ordine, accessibilità e funzionalità reale nell’utilizzo quotidiano.
Visibilità e funzionalità
Per permettere una visualizzazione immediata dei rocchetti, è stato integrato un pannello in plexiglass trasparente. Su questo pannello sono stati realizzati due fori circolari per ciascun cassetto, che consentono un’apertura pratica senza compromettere la pulizia formale e la continuità del design.
Anche le finiture sono state studiate con attenzione: base e cappello sono stati smussati tramite lavorazioni in bordatrice, ottenendo una superficie pulita e uniforme senza l’aggiunta di bordi applicati.
Produzione e prototipo
Conclusa la fase di progettazione e programmazione, il progetto è entrato nella fase di produzione pilota. Ogni cassettiera è stata assemblata internamente, con componenti etichettati per garantire ordine e controllo in ogni fase. Ad oggi sono stati realizzati trenta pezzi. Tuttavia, il valore del progetto non risiede nella quantità, ma nel processo che ha portato alla sua realizzazione.
Un approccio orientato all’industrializzazione
Il caso Astra rappresenta pienamente il metodo di lavoro del Design Hub: un ambiente in cui le idee non restano concetti, ma diventano prototipi concreti, testati e pronti per essere industrializzati.
È un processo che permette di sviluppare prodotti replicabili, mantenendo sempre un equilibrio tra qualità progettuale, efficienza produttiva e attenzione ai dettagli.
Conclusione
Il Design Hub nasce per questo: trasformare esigenze complesse in soluzioni reali, accompagnando ogni progetto dal primo disegno fino alla produzione. Lo stesso approccio ha guidato lo sviluppo di progetti come StarsBOX e la collezione Home Office, confermando il ruolo di Saglietti Group come ponte tra design e industria, tra visione e realtà.
Perché un’idea è il punto di partenza.
Ma è quando diventa materia, precisione e ripetibilità che può davvero entrare nel mondo.
da Eleonora | Mar 12, 2026 | Musei e spazi espositivi
Progettare un allestimento museale significa trovare un equilibrio tra conservazione dei reperti, narrazione scientifica ed esperienza del visitatore. È da questo principio che nasce l’intervento realizzato da Saglietti Group per il Museo Archeologico di Bene Vagienna, dove abbiamo curato l’allestimento di due nuove sale dedicate alla basilica civile dell’antica Augusta Bagiennorum.
Il museo, ospitato nel settecentesco Palazzo Lucerna di Rorà, racconta la storia di uno dei principali centri urbani del Piemonte meridionale in età imperiale, fondato sotto Augusto alla fine del I secolo a.C. L’ampliamento degli spazi espositivi si inserisce nel progetto transfrontaliero P.E.P.A. – Patrimoine Environnemental / Patrimonio Ambientale, dedicato alla valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico.
Il progetto di allestimento
L’intervento ha riguardato due nuove sale espositive al secondo piano del museo, inaugurate nel giugno 2024. Il progetto si è sviluppato in collaborazione con l’architetto Michele Bossio (A&T Progetti srl), attraverso un dialogo costante tra progettazione architettonica e progettazione espositiva.
La Sala A introduce il visitatore alle attività di scavo e alla costruzione della basilica. Lo spazio è organizzato attorno a una grande teca bifacciale che collega visivamente le due sale, affiancata da pareti infografiche e da una parete divisoria con monitor integrato che crea un’area dedicata alla sosta e all’approfondimento. Una delle principali sfide progettuali è stata la presenza di un pilastro e di un dislivello tra gli ambienti, risolta con un arredo su misura capace di integrare entrambi gli elementi e restituire continuità al percorso.
La Sala B approfondisce invece le finiture architettoniche della basilica e gli oggetti della vita quotidiana. Qui la teca prosegue con una cupola in plexiglass più alta per ospitare reperti di maggiori dimensioni, mentre al centro della sala una teca autoportante racconta i materiali ceramici e metallici rinvenuti durante lo scavo. Il percorso si conclude con un’installazione a pavimento che raccoglie i frammenti della pavimentazione della basilica sotto un grande vetro stratificato di sicurezza.
Un progetto di squadra
L’intervento nasce dal lavoro congiunto tra progettisti, museo e team tecnico. Un ringraziamento particolare va all’architetto Michele Bossio per il confronto progettuale e al Museo Archeologico di Bene Vagienna per la fiducia e la visione con cui ha scelto di investire in un allestimento capace di mettere in dialogo archeologia e design contemporaneo.
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